Breve storia dei Marmorari romani

E' nella Roma Imperiale che si sviluppò con notevole profusione il gusto per il marmo bianco e colorato proveniente da cave sparse in tutto il mondo fino ad allora conosciuto. I coloratissimi marmi vennero utilizzati per decorare i grandi edifici pubblici, i palazzi, le lussuose ville imperiali, le abitazioni di città e di campagna delle grandi famiglie senatorie e dei ricchi liberti romani.
del trono. Sant'Alessio, Roma
Con la decadenza dell' Impero Romano lo splendore di Roma venne sepolto dal passare dei secoli. Il buio dei secoli di mezzo vive di saccheggi, di spogli e di riusi. Il reimpiego dei materiali lapidei colorati prosegue ininterrotto dal periodo imperiale al Medioevo, dal Rinascimento al Manierismo, per ritornare nel periodo Barocco e in quello Rococò in gran parte della penisola. Nel medioevo i protagonisti nell'arte del reimpiego dei marmi furono i Marmorari Romani. La loro arte nasce, rifacendosi alla grande tradizione della Roma classica, verso la metà del secolo XI.
Tra gli artisti del marmo non vi erano solo marmisti ma anche abbozzatori, lapicidi, ornatisti, scalpellini, scultori, squadratori, mosaicisti e tagliapietre. I marmorari sono meglio noti col nome di Cosmati in quanto in alcune famiglie di questi artigiani si ritrova spesso il nome di Cosma, ma l'epiteto per affinità di stile verrà esteso anche ad altri maestri o famiglie come ad esempio quella dei Vassalletto.
Severo e Martirio, Orvieto.
Pavimentazione cosmatesca.
Infatti, nelle loro creazioni, dette "cosmatesche", si afferma la particolare maniera di operare attraverso l'opus sectile, intarsio di forme geometriche (rettangoli, quadrati, triangoli, esagoni), di spirali, di intrecci, tradotti in composizioni fantasiose dalle più svariate cromie associate con assoluta armonia. I Marmorari Romani diedero con la loro opera nuovo splendore alle basiliche, decorando cibori, pulpiti, cattedre episcopali, cori, portici, campanili e pavimenti. Dal tardo antico fino ai primi anni del ventesimo secolo per i marmorari i monumenti e gli scavi di Roma Imperiale hanno costituito un'enorme cava a cielo aperto ricca di tutti i marmi colorati provenienti dalle province più lontane e confluiti nell'Urbe nel corso di mezzo millennio.
Tra i numerosi esempi italiani di trasporto di materiale antico da Roma una delle prime testimonianze medievali riguarda la ricostruzione dell'abbazia di Montecassino (1006-71) sotto l'abate Desiderio. Per la realizzazione dei mosaici e la lavorazione dei marmi egli chiamerà manodopera specializzata anche da Costantinopoli. Infatti nelle opere cosmatesche è indubbiamente riscontrabile un influsso bizantino, esso perಠè una componente che si fonde con la più forte tradizione derivante dalla Roma Imperiale prima e paleocristiana poi.

Abbazia di Montecassino.
Pannello con lupo rappresentato
con un modulo a scacchi in rosso
antico e palombino, XI secolo.
I Marmorari Romani: Tradizione e Renovatio
Roma.
Particolare pavimento
cosmatesco con riuso di
epigrafi antiche.
del trono. Sant'Alessio, Roma
Nell'architettura tra il XII e XIII secolo, periodo in cui Roma rinnova il suo aspetto, vengono ripresi i modelli delle basiliche paleocristiane romane del IV sec. L'inserimento di materiali di spoglio è costante, come costante è il recupero di tecniche antiche dal opus sectile alla tecnica di lavorazione del mosaico parietale e pavimentale romano. La renovatio Romae coincide con la riforma della Chiesa (lotte per l'investitura) promossa da Papa Gregorio VII (1073-1085). Il desolante quadro che la Chiesa offriva era di corruzione, decadenza e abbandono. Alla riforma gregoriana seguirono imprese di rinnovamento strutturale e decorativo delle basiliche. Difatti alla fine del XII secolo, con l'accrescimento del potere papale, si nota nelle decorazioni di basiliche un uso sempre più rilevante di pietre colorate. I marmorari che operarono in questi contesti seppero rielaborare i modelli di riferimento antichi introducendo, talvolta, elementi innovativi coerenti con i nuovi principi dell'età di mezzo. Tra le novità in campo architettonico sono le torri campanarie. Altro ambiente, in cui era dedicata l'opera dei marmorari, è costituito dai chiostri che, come si vedrà in seguito, saranno di stupefacente bellezza e gusto.
Rinascita dell'antico: "Frantumazione medievale dell'opus sectile romano"
Il rinnovamento di Roma post-antica procede di pari passo con una progressiva "frantumazione" del materiale lapideo e architettonico antico. Molti edifici vetusti erano già stati demoliti o spogliati dei materiali più pregiati ed il riuso dei marmi colorati nuovamente tagliati e ridotti nella superficie e nello spessore, era nell'evo tardoantico pratica comune. Così i Marmorari Romani seguendo una tradizione consolidata di spoliazione e frantumazione in elementi sempre più piccoli, inventano un nuovo stile musivo-sectile di grande duttilità geometrica, allegria e colore. Il diritto all'autorizzazione, sin dal sec. VIII, per la spoliazione di antichi edifici usati come cave di marmo, era detenuto dal papa. In seguito, tra il XII ed il XIII secolo, tale diritto sarà prerogativa di alcune famiglie.