L'Vniversità  dei Marmorari di Roma

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Le vicende dell'Università  dalla sua nascita ad oggi.

Presentazione
Cappella di San Silvestro,
Basilica dei SS. Quattro Coronati, Roma.
Lapide datata 1594 che certifica la proprietà 
della Cappella stessa all'Università  dei Marmorari.

Sin dai primi secoli della civiltà  di Roma si costituirono associazioni di persone legate dal comune interesse professionale e artigianale, col fine di garantire il rispetto di determinate regole e delle singole attività .
Nel Medioevo questo spirito si diffuse con vigore in Europa ed in particolare in Italia, dove elemento determinate fu la nascita dei Comuni che vide lo sviluppo d'una ricca attività  manifatturiera e commerciale. In questo periodo si diede riconoscimento e affermazione ai sodalizi di mestiere.
La corporazione dei marmorari romani fu fondata nel 1406, data in cui venne sottoscritto l'atto costitutivo della stessa Università  dei Marmorari, con regole, sede e gerarchia, dunque la più antica corporazione di Arti e Mestieri d'Italia.
Indubbiamente il sodalizio stretto nel 1406 dovette rappresentare l'ufficializzazione di un unione già esistente in quanto esistono iscrizioni che fanno riferimento alla scuola e allo stesso magistero dei marmorari. La loro tradizione si è conservata durante tutto il Medioevo, periodo in cui ebbe la sua massima diffusione diventando uno dei mestieri più attivi.
E'affidato alla corporazione il compito di rilasciare e rendere legale la qualifica di magister che garantiva la professionalità  dell'artista.
La trasmissione delle conoscenze all'interno delle botteghe prevedeva un periodo di apprendistato. In questo periodo il magister insegnava i segreti del mestiere all'alumnus la cui figura coincideva spesso con quella dei figli. Questo era importante al fine di conservare all'interno della famiglia, non solo le capacità  artistiche ma anche, il privilegio di prelevare il materiale dalle rovine romane, per poi utilizzarlo nelle nuove costruzioni. Erano le famiglie ad esercitare il monopolio quasi assoluto sull'industria del marmo.
Abbiamo precedentemente analizzato l'opera dei molti marmorari operanti, dalla prima testimonianza nel sec. XI fino al sec. XIV, a Roma e fuori dalla capitale. La loro attività , tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, fino ad allora in pieno fermento, perde vigore, anche, indubbiamente, a causa del trasferimento della sede papale ad Avignone. Col ritorno della sede papale a Roma il difficile ripristino dell'attività  dei marmorari si scontra con una serie di cambiamenti socio-culturali e conseguentemente stilistici: il Rinascimento non era lontano. Fu soprattutto alla luce di questi eventi che i marmorari sentirono l'esigenza di darsi delle regole ufficiali che tutelassero loro stessi e il loro comportamento verso i terzi.

Presentazione
Frontespizio dello
Statuto dell'Università 
dei Marmorari
di Roma del 1597.

Lo statuto che venne redatto (1406), dal titolo Statuta Universitatis marmorarium et sculptorum urbis, conteneva sicuramente norme già precedentemente indicate e che rimasero in vigore per oltre cento anni.
Luogo di aggregazione per i suoi affiliati e sede dell'Università , per un periodo, è la chiesa dei Ss. Quattro Coronati.
La prima variazione allo Statuto si ebbe nel 1508, per limitare le spese (si proibiva il grande pranzo del giorno dei Ss. Quattro Coronati) viste le scarse risorse finanziare a disposizione dei marmorari. Per tutto il ‘500 ci saranno ulteriori modifiche o conferme allo statuto da parte dei papi.

Presentazione
Basilica dei
SS. Quattro Coronati,
Roma.
Trono episcopale
con decorazioni
marmoree posto
nell'abside con ai piedi
una rota porfiretica
e pavimenti in opera
cosmatesca.

Degna di nota è una modifica del 1539, data in cui papa Paolo III esentಠdal pagamento dei contributi all'Università  dei marmorari gli scultori (come ad esempio Michelangelo Buonarroti, Pietrantonio da Sangallo ed altri artisti), che entrarono in altre associazioni. Infatti, in questo periodo prende forza la concezione dell'arte come attività  intellettuale. Tale teoria presupponeva il riconoscimento delle arti liberali (pittura, scultura e architettura) che rivendicavano la propria superiorità  rispetto ai semplici artigiani, col fine ultimo di ottenere una migliore posizione sociale. Oggi vorremmo che alcuni dei migliori Marmorari delle più grandi famiglie di allora fossero riconosciuti come veri e propri "artisti".
Nel 1801, col motu proprio di Pio VII, l'Università  venne sciolta ma, anche se ormai giuridicamente inesistente continuò ad operare all'interno della Confraternita, fondata nel 1596 per onorare i Ss. Quattro Coronati. L'Università  riuscì a ricostituirsi nel 1868, data in cui Pio IX ne ammise il ripristino. La ricostituzione del Sodalizio venne celebrata con una cerimonia solenne svoltasi in S. Andrea in Vincis. Le adesioni alla ricostituita Università  furono moltissime.
Vennero subito stabilite diverse norme da quelle per il culto a quelle per il mutuo soccorso tra gli iscritti, ma l'atto più importante fu l'istituzione di una scuola professionale per lo studio dell'architettura e dell'ornato e, in special modo, della geologia e della mineralogia che si riferiva alla diversa natura e qualità  dei marmi.

Presentazione
San Vitale, Ravenna.
Parasta sinistra dell'abside
scolpita in serpentino e
decorazioni sectili
policrome di reimpiego.

Presentazione
Epigrafe commemorativa
del V centenario
dell'Università 
dei Marmorari di Roma
(1906).

Dopo il 1870 Università  e Confraternita perdettero il patrimonio pur conservando tra i loro possedimenti i luoghi sacri.
Dopo un periodo di disgregazione interna all'Università , vennero cercate altre forme di associazionismo, e infatti nel 1902 fu fondata l'Associazione fra i Capi d'Arte Marmorari che aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo dell'arte.
Nel 1906, in occasione del V Centenario della fondazione dell'Università , venne rivista la sua organizzazione interna attraverso la redazione di un nuovo Statuto, tuttora vigente e precedentemente esposto, e venne assimilata al suo interno l'Associazione fondata nel 1902.
I membri dell'Università , così riformata, continuarono nella tradizione dei fondatori ad incontrarsi nelle antiche sedi di S. Silvestro e di S. Andrea in Vincis, almeno fino al 1929 quando quest'ultima venne demolita. In quella occasione, i Marmorari per evitare che i loro oggetti preziosi andassero perduti, li depositarono, nel 1932, nel Museo di Roma.
Negli anni successivi l'Università  proseguì la sua attività  anche se dopo la seconda guerra mondiale la partecipazione a questa andಠsempre più diminuendo, tanto che i soci effettivi erano ridotti a sei.
Per questo il 15 Dicembre 1977 si tenne un assemblea straordinaria, indetta dall'allora Presidente dell'Università  Virgilio Tardioli, per decidere le sorti del sodalizio. Durante questa riunione prevalse la decisione di mantenere viva l'Università  per cui furono rinnovate le cariche a Priscilla Grazioli Medici.
Dopo un primo periodo di ritrovata vitalità  nel quale i soci effettivi salirono a 21, negli anni a seguire il consiglio direttivo e la presidenza non vennero più rinnovati, come indicherebbe lo Statuto. Le attività  dell'Università  si ridussero progressivamente, tanto che, per circa un ventennio, non furono più indette assemblee. Dopo un così lungo periodo di silenzio, nell'ottobre del 2004, un gruppo di soci

Presentazione
Dipinto di Francesco Rustici
raffigurante i SS. Quattro Coronati.
Inizio XVII secolo, olio su tela.

guidati da Enrico Fiorentini, il prof. Raniero Gnoli e l'arch. Dario Del Bufalo, organizzarono un'assemblea straordinaria nella quale, con grande entusiasmo, furono confermati tutti i princìpi che fondano questa Università  corporativa. Il consiglio direttivo fu rinnovato e venne acclamato presidente Enrico Fiorentini, vice presidente Livio Scatolini e segretario l'arch. Dario Del Bufalo. Questo biennio di presidenza ha visto la rinascita di varie attività , tra le quali la proposta al Ministero per i Beni e le Attività  Culturali di istituire un Comitato Nazionale per le Celebrazioni del VI centenario (1406 - 2006), promossa dal Prof. Raniero Gnoli e dall'arch. Dario Del Bufalo, divenuto al termine del mandato di Enrico Fiorentini, il nuovo presidente.
Oggi l'Università  dei Marmorari Romani persegue i suoi obiettivi auspicando una più ampia partecipazione di marmorari, artigiani ed appassionati della materia lapidea.

I Marmorari e la devozione

La religiosità  e la devozione, in una città  come Roma, influenzarono ogni aspetto socio-culturale e se ne riscontrano pertanto gli effetti anche nelle forme associative.
Le Università  avevano un santo patrono ed una chiesa in cui i soci si riunivano per le funzioni religiose e per le riunioni riguardanti la loro attività . Gli obblighi religiosi per i membri delle Università  erano abbastanza rigidi, ragion per cui le regole erano ufficializzate da un sodalizio che prendeva il nome di Confraternita.
I protettori dei Marmorari Romani sono, sin dall'alto Medioevo, i Ss. Quattro Coronati venerati nella Basilica omonima sul Celio.

Presentazione
Cappella di San Silvestro,
Basilica dei SS. Quattro Coronati, Roma.
Portale d'ingresso alla Cappella con architrave
recante la lapide apposta nel 1570, anno di acquisto
della Cappella stessa da parte della Corporazione.
Nella parte superiore affresco con i Santi Quattro,
XVI secolo.
Presentazione
Cappella di San Silvestro,
Basilica dei SS. Quattro Coronati, Roma.
Interno con i pavimenti cosmateschi ed il ciclo
di affreschi della conversione di Costantino,
XIII secolo.

 

 

 

 

 

 

 

I quattro martiri per lungo tempo sono stati confusi prima con quattro ignoti soldati romani, uccisi nel 311 presso le terme di Traiano, poi in epoca medievale con altri quattro martiri uccisi ad Albano.
I Santi sono invece per chiaro riferimento alla loro attività , cinque martiri uccisi in Egitto dove lavoravano come cavatori di marmo, cristiani condannati ad metalla.

Presentazione
Cappella di San Silvestro,
Basilica dei SS. Quattro Coronati, Roma.
Particolare del pavimento
in opera cosmatesca con rotae e geometrie arabe,
XIII secolo.

L'errata trascrizione di un chierico del periodo di Diocleziano li farebbe invece martiri in Pannonia. Il loro culto si diffuse in tutta Europa dando vita ad una vasta produzione iconografica.
I Santi sono raffigurati con le palme del martirio e gli arnesi di lavoro, icona che si ritrova nel sigillo dell'Università  dei Marmorari risalente al XIV secolo e tutt'ora in uso.
Le riunioni dei Marmorari soci dell'Università , avvenivano nella Basilica dedicata ai Ss. Quattro, dove, tra l'altro, nel 1570 acquistarono l'oratorio di S. Silvestro ponendo sulla porta l'iscrizione Statuariorum et lapicidarum corpus.
Per celebrare i loro protettori nel 1596 fondarono la Confraternita dei Ss. Quattro Coronati con l'approvazione di Clemente VIII. Primo governatore ne fu lo scultore Giacomo della Porta. Confraternita e Università  erano distinte tra loro sia dal punto di vista giuridico sia da quello amministrativo ma ebbero quasi sempre una convivenza pacifica anzi, come si è visto, fu la Confraternita che seppe tenere raccolti intorno a sé i Marmorari quando l'Università  venne sciolta.
Per essere ammesso alla Confraternita, oltre ad essere artigiano del marmo, bisognava aver compiuto venti anni ed essere di condotta morale ineccepibile. L'ammissione dei novizi era decretata dai maestri e l'ammissione, detta "ingresso", prevedeva un particolare cerimoniale. Una volta ammesso, il novizio era sottoposto alla vestizione con l'abito cosiddetto "sacco", un semplice camice con cappuccio di colore rosso con lo stemma dei Ss. Quattro Coronati.
Nel 1597 i Marmorari, pur mantenendo il possesso dell'oratorio di S. Silvestro, si spostarono dalla Basilica sul Celio alla Chiesa di S. Leonardo, in cui vi restarono fino al 1621. Nello stesso anno papa Gregorio XV risolse il problema donando all'Università  e alla Confraternita la chiesa di S. Andrea in Vincis dove rimasero fino alla sua demolizione nel 1929.

Presentazione
Basilica dei
SS. Quattro Coronati,
Roma.
Pavimento cosmatesco
con riuso di opus
sectile ed epigrafi.

Tutti i beni mobili contenuti nella chiesa, affreschi, dipinti, sculture, incisioni, suppellettili liturgiche, come emerge nell'inventario pubblicato nel 1925 sulla rivista "Roma", vennero trasferiti nel Museo di Roma.
Oggi la Chiesa dei Ss. Quattro Coronati continua ad essere un simbolo importante per la cultura e la storia dei marmorari.

Per gentile concessione dell'autore il testo e le immagini sono tratte da : Dario del Bufalo, L'Università  dei Marmorari di Roma . Roma: L'Erma di Bretschneider, 2007. pp. 33-40.

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